Adriano Olivetti e Steve Jobs: due visionari che hanno cambiato il mondo

 

L’accostamento ardito, ma pieno di suggestioni, viene fuori. Adriano Olivetti e Steve Jobs (messi di fronte già in una puntata di “Correva l’anno” di due stagioni fa, a cura Daniele Cini): due grandi visionari mossi dall’idea di cambiare il mondo con le loro scoperte e la loro organizzazione del lavoro.

Perché ad unirli non è solo il computer (l’uno ha creato il primo pc nel mondo, l’altro è il padre del Mac), ma qualcosa di più profondo e utopico. Carlo De Benedetti ha tratteggiato l’industriale di Ivrea in tre parole: “materiale” nel dirigere la fabbrica, “un vero padrone nel senso ottocentesco del termine”, “esoterico” nel rapportarsi con le persone (prima di assumere qualcuno lo sottoponeva a un esame calligrafico), “esteta” nel concepire le cose che fabbricava.

Per definire Steve Jobs (e ringraziarlo per come ci ha migliorato la vita) basterebbe rileggere il testo del discorso pronunciato a Stanford nel 2005 in occasione della festa del graduation day: “Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore”

Che sembra incredibilmente simile a quanto disse una volta proprio Adriano Olivetti: “Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”.
La passione per il futuro

 

Pratiche Tecnologiche a scuola

Mezzatesta Maria Teresa

“In viaggio verso Monte Catalfano”

Scuola Primaria “F.P.Tesauro” di Ficarazzi

Monte Catalfano

 Motivazioni – La progettazione nasce da esigenze professionali ed è supportata da una forte  tendenza all’innovazione che ci ha portati a realizzare questa avventura sempre più affascinante e grandiosa.

FINALITÀ: 
Il percorso mira a rendere il bambino consapevole del delicato equilibrio dell’ecosistema di cui fa parte e della necessità di assumere comportamenti, tali da favorire il mantenimento (o il ripristino) di questo equilibrio. S’intende quindi, in primo luogo, sviluppare negli alunni una più approfondita conoscenza dell’ambiente in cui vivono, attraverso la comprensione degli elementi scientifici, geografici, storici, culturali e sociali che lo caratterizzano.

  Tema del percorso didattico:

AREA DELL’EDUCAZIONE  AMBIENTALE:

“INSIEME… DIAMOCI UNA REGOLATA”

Descrizione obiettivo formativo:

§  Riflettere sul rapporto uomo/ambiente e sull’alterazione degli equilibri naturali e acquisire abitudini e comportamenti di rispetto, tutela e promozione del proprio ambiente;

Partecipanti:

Alunni classi quarte (anni 9).

Tempi di realizzazione:

Aprile – maggio 2012.

Descrizione dell’impianto didattico:

FASI DI ARTICOLAZIONI DELLE ATTIVITA’

FASE DI RISCALDAMENTO:

Dopo aver  individuato l’argomento, si useranno delle parole chiave per far emergere le preconoscenze rispetto all’argomento scelto.

I FASE:

Dopo un breve approccio teorico ai contenuti, gli alunni verranno invitati a ricercare, anche sul web  informazioni e immagini. Saranno guidati, attraverso i post lasciati sul forum di google+, nello scambio di opinioni sulle immagini e contenuti scelti da loro.

II FASE

Esplorazione diretta di Monte Catalfano coadiuvata dalla guida geologica e osservazione dei comportamenti corretti e non, per il rispetto e la tutela del nostro ambiente.

III FASE

 Individuazione e selezione, da parte degli alunni, di quei materiali utili per creare una presentazione, che possa esplicitare al meglio l’argomento scelto.

IV FASE

Creazione di slide per l’arricchimento della presentazione dinamica su google+.

 METODOLOGIE UTILIZZATE:

Sul versante della didattica è fondamentale prevedere un approccio basato su diverse metodologie didattiche, tra cui principalmente:

  • partire dall’ambiente di vita quotidiana dei bambini, dalle loro esperienze e ampliare il loro orizzonte di conoscenze anche verso una prospettiva globale;
  • promuovere il punto di vista, le preconoscenze, le esperienze dei bambini, partire da esperimenti: solo partendo dal loro reale modo di porsi si può pensare di poter modificarne i comportamenti inadeguati;
  • favorire l’esplorazione e la scoperta diretta dell’ambiente, problematizzandolo, per spingere gli alunni a cercare soluzioni anche innovative ai problemi;
  • sviluppare competenze, i bambini verranno invitati a pianificare, investigare, raccogliere, documentare, analizzare e presentare dati, in modo da far capire che la realtà nella quale vivono non è qualcosa di scontato e immodificabile, ma è frutto di decisioni e comportamenti a volte sbagliati e che anche loro possono e hanno diritto di diventare soggetti attivi nella trasformazione del territorio. E per questo indagare comportamenti virtuosi e al contrario, comportamenti scandalosi;
  • apprendere con le tecniche del cooperative learning e del lavoro in piccoli gruppi, limitando gli interventi “frontali” per rendere gli alunni artefici e “costruttori” delle proprie conoscenze;
  • integrare la didattica di classe e del territorio con le risorse offerte da internet e dalle nuove tecnologie;

Risorse tecnologiche utilizzate e predisposizione ambiente web 2.0:

Nel mio ambiente scolastico, poiché alcune classi sono dotate della LIM, è possibile mostrare, agli alunni, l’ utilizzo di  alcuni strumenti del web 2.0. In questo caso sono stati scelti alcuni strumenti come: google+, account gmail, google drive. All’interno di google+ è stato creato un ambiente comune per tutti gli alunni come ambiente “aula magna”, ambiente classi e la formazione di piccoli gruppi. Pertanto dopo la presentazione di tali strumenti, a scuola, ogni alunno a casa dal proprio pc, apporterà il proprio contributo, alla ppt, selezionando e inserendo materiali informatici (file di testo, foto, video, immagini), sempre sotto il controllo vigile dell’insegnante. Ove necessario, a scuola,  si chiariranno punti poco chiari, ponendosi nell’ottica di “imparare facendo” sia per i bambini sia per i docenti.

Costruzione materiali e attività didattiche:

La conoscenza degli aspetti ambientali del nostro territorio e la conseguente educazione al rispettosono gli obiettivi primari di un progetto di conservazione. Un’idea che sempre più si sta affermando è quella secondo cui non basta informare e far conoscere, ma occorre motivare al cambiamento e alla partecipazione. Per far questo sono necessari processi educativi che oltre all’aspetto informativo coinvolgano anche gli aspetti emotivi e relazionali, fornendo occasioni per vivere esperienze in prima persona. Diventa quindi fondamentale coinvolgere attivamente i ragazzi, renderli protagonisti, guidarli attraverso una ricerca attiva aprendere decisioni sostenibili per una corretta gestione delle risorse ambientali e per la conservazione degli ambienti naturali. Così, alla base di un progetto di conservazione c’è l’idea di utilizzare il più possibile una “didattica attiva” che attraverso esperienze concrete e riflessioni sulle esperienze stesse, possa trasmettere informazioni favorendo l’innesco di percorsi di ricerca-scoperta-azione.

Alla luce di quanto evidenziato nel progetto, l’insegnante propone ai bambini un lavoro di gruppo cooperativo. Si inizia con un brainstorming sulla LIM, dove ogni alunno scrive ciò che gli viene in mente in base alle regole da osservare a Monte Catalfano, fin da subito vengono evidenziati sia i comportamenti corretti sia quelli scorretti, pertanto raggruppano le idee emerse nel brainstorming e formano, con l’aiuto dell’insegnante, 4gruppi composti da 5 alunni ciascuno. Poiché sono state evidenziate diverse regole da osservare, per la salvaguardia dell’ambiente ( per esempio: “Non accendere fuochi” ), ogni gruppo si occuperà di sviluppare una di esse per la creazione della ppt. All’interno dei gruppi, ciascun alunno ha un proprio ruolo, ovvero: DOCUMENTALISTA (colui che ricerca i materiali in rete), SCRITTORE, DISEGNATORE, REDATTORE e RELATORE. Ovvio che non sono dei ruoli fissi e rigidi, ma ognuno apporta il proprio contributo in base alle proprie conoscenze, alla partecipazione, all’interesse e alla voglia di fare insieme. Dopo la suddivisione dei gruppi, gli alunni cominciano a cercare materiali on line, visitando link di alcuni siti informativi, suggeriti dall’insegnate e altre ricerche avviate da loro stessi, attraverso il motore di ricerca. Gli alunni si confrontano e selezionano quei materiali che consentono di creare la ppt attraverso GOOGLE DOCS. Si avvia, inoltre, una collaborazione alla realizzazione della presentazione sugli aspetti geografico-scientifici su google+. Al termine della realizzazione della ppt, ogni relatore espone il lavoro fatto dal gruppo.

OBIETTIVI DIDATTICI , VANTAGGI E SVANTAGGI:

Obiettivi didattici:

  •   Introdurre le nuove tecnologie nella pratica didattica quotidiana;
  •   Coinvolgere gli alunni nell’utilizzo degli strumenti del web 2.0 al fine di collaborare e comunicare  consapevolmente  con gli stessi;
  •   Utilizzare gli strumenti del web 2.0 per  sperimentare  metodologie, tecniche ad hoc nella pratica didattica quotidiana.

Vantaggi:

  • L’utilizzo di questi strumenti permette di poter lavorare e costruire, insieme agli alunni e colleghi, uno stesso progetto, da postazioni diverse, creando, così, uno stretto legame tra insegnamento-apprendimento;
  •   Consentono di rivedere e modificare il proprio metodo di insegnamento;
  • Favoriscono, i diversi stili cognitivi e la personalizzazione;
  •   Sono semplici da utilizzare con i bambini;
  •   Stimolano sia l’autonomia personale sia la cooperazione.

Svantaggi:

§  Evidenzia le differenze sociali, tra chi possiede un pc con relativa connessione internet e chi non lo possiede;

§  Un uso molto frequente potrebbe provocare una forte dipendenza;

§  Difficoltà nella valutazione oggettiva;

§  Difficoltà  di monitorare gli alunni costantemente;

§  Difficoltà di organizzare le attività, secondo tempistiche prestabilite.

Azioni del docente:

Durante il percorso cercherò di adottare un ruolo da “moderatore”, basato su un modello insegnamento – apprendimento, fondato sulla discussione on-line, come esplicitato da Salmon ( 2003 ), in modo da portare i soggetti a co-costruire insieme la conoscenza. Inizialmente si cercherà di familiarizzare, insieme agli alunni,  con il nuovo ambiente tecnologico; si cercherà, quindi, di favorire lo scambio delle conoscenze, delle informazioni e dei materiali on-line tra compagni, al fine di avviare una discussione, supportata dalle varie proposte dei bambini, dalle conoscenze apprese durante la fase di scambio e dalla reciproca costruzione del lavoro. Altresì è doveroso, da parte del docente, coinvolgere, in modo positivo, tutti gli alunni, attraverso incoraggiamenti e l’uso di risorse multimediali, come per esempio link, spezzoni di film, foto…, in modo da incuriosirli e stimolare, sempre più il loro interesse.

Valutazione degli apprendimenti:

Valuterò gli alunni:

v  Sulla partecipazione e sulla capacità di collaborare in gruppo;

v   Sulla capacità di organizzare i contenuti del lavoro;

v   Sulla competenza, appresa, nell’uso delle tecnologie digitali;

v  Sugli apprendimenti.

Verranno strutturate, inoltre, dei test a risposta multipla rispetto all’argomento del progetto con relativa correzione attraverso la LIM.

L’utilizzo di questi strumenti multimediali, consente di osservare e valutare l’efficacia formativa, in quanto sviluppano attività di collaborazione, di scambio, di comunicazione, modificando, nello stesso tempo, sia il modo in cui i bambini imparano a scrivere sia la motivazione ad apprendere degli stessi.

Altri tipi di luce

Quando penso all’era digitale in cui viviamo, alle innumerevoli risorse e alle possibilità di comunicazione offerte dalle nuove tecnologie,  mi viene in mente lo spot, da buona golosona, “Un mondo senza nutella che mondo sarebbe” nell’essere un po’ ironica utilizzo questa semplice e banale metafora per esprimere il mio pensiero e per convincermi, nello stesso tempo, che oggi tutto ruota intorno alle nuove tecnologie, pertanto non posso e non devo esimermi dall’utilizzo di questi strumenti,  per poter parlare un unico linguaggio con i miei piccoli alunni, nativi digitali, che mi permettono di apprendere e sperimentare quotidianamente realtà inaspettate.

Sicuramente in questa evoluzione, come in tutte le cose, si possono correre dei rischi allora la sfida più grande sarà quella, come affermava il Prof. Andreas nella lezione del 21/10/2013:

“raggiungere questi ragazzi per insegnare loro a creare valore anche in quel mondo e, se possibile, a non finire facili prede di commerci spregiudicati. Quel mondo è il cyberspazio. Il secondo piano attiene al metodo di insegnamento che non può prescindere da una scala temporale estremamente contratta, dove fenomeni planetari fioriscono e periscono nel giro di 6 mesi anziché di cinquant’anni. In due parole: non possiamo insegnare meramente a usare “lo strumento” ma dobbiamo insegnare a imparare il prossimo strumento che verrà – e che ancora non c’è. Questo è il mondo dei nostri figli e non tenerne conto vuol dire fallire la missione educativa, oggi”.

In questo senso mi è capitato di soffermarmi a leggere, in merito a tale argomento, le riflessioni di Papa Benedetto XVI:

Provo a creare il link utilizzando la spiegazione del prof. del 23/11/2013…qualcosa mi dice che ho sbagliato ma ci voglio provare lo stesso 😉

http://www.giovannifighera.it/la-sfida-educativa/una-riflessione-sulle-nuove-tecnologie/